Aderisci anche tu all'appello
Viviamo in un tempo in cui l’umanità ha oltrepassato i limiti che la Terra può sopportare. Le concentrazioni di gas serra crescono in modo incontrollato, la biodiversità diminuisce, i suoli perdono fertilità, gli oceani si impoveriscono di vita. La crisi climatica non è un rischio lontano: è già esperienza quotidiana. È il risultato di un modello industriale ed economico che ha identificato il benessere con l’accumulazione e il profitto, trasformando la natura in una risorsa da sfruttare e gli esseri umani in ingranaggi di un sistema che produce sempre di più e distribuisce sempre meno.
Questa logica, condivisa in forme diverse tanto dalla destra quanto dalla sinistra tradizionale, continua a ignorare il fatto più evidente: la Terra non è infinita. La crescita illimitata non esiste. È arrivato il momento di riconoscere che il benessere non si misura in merci prodotte (PIL), ma nella qualità della vita, nella salute degli ecosistemi, nella dignità delle persone, nella giustizia tra popoli e generazioni.
Per questo, come Federazione Ecologisti Europei, proponiamo un cambio di orizzonte. Non un aggiustamento, non un’aggiunta “verde” al sistema esistente, ma una Conversione Economica dell’Ecologia: riportare l’economia al suo senso originario di cura della casa comune. Significa sviluppare tecnologie e lavoro non per aumentare la produzione fine a sé stessa, ma per ridurre l’impatto sull’ambiente, rigenerare i territori, rendere possibile un futuro condiviso. Ecologia non è rinuncia: è possibilità di vivere meglio, con più salute, più relazioni, più sicurezza alimentare, perché il crescente distacco delle persone dalla politica nascono dal senso di impotenza di fronte a scelte già decise altrove. Riguarda il nostro rapporto con la vita, umana e non umana: non possiamo più accettare che animali, mari, boschi, fiumi e corpi siano trattati come oggetti da consumare.
Superare la crisi significa cambiare ciò che intendiamo per progresso: non più dominio sulla natura, ma collaborazione con essa. Non più sfruttamento, ma cura. Non più centralità dell’ego, ma responsabilità reciproca. È un passaggio culturale profondo: dall’Antropocene all’Ecocene, il tempo nuovo in cui la Terra non è più sfondo, ma soggetto; non più materia, ma relazione.
La Federazione Ecologisti Europei nasce per costruire questo passaggio. Non come un semplice movimento politico, ma come una comunità di persone che riconoscono di essere parte della stessa fragile trama della vita.
Chi condivide questa visione – cittadine e cittadini, associazioni, amministratori, lavoratori, giovani, ricercatori, comunità del territorio – è chiamato a partecipare.
Non chiediamo adesione a un programma: chiediamo di contribuire a una svolta storica necessaria.
Non possiamo più limitarci ad adattarci alla crisi.
È tempo di trasformarla in rinascita.
È tempo dell’Ecocene.
La Terra, insieme a tutte e tutti noi, deve tornare a respirare.
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